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Questa umanizzazione della divinità non mancò di dilatarsi
anche nel mondo pratico, e del resto vi accennò a più riprese
anche lo stesso Feuerbach. Se Dio è caduto, anche i principi della
terra devono essere assoggettati allo stesso destino. Come si è
umanizzata Ja teologia, così deve essere umanizzata la politica. E
ciò valse a sviluppare lo spirito rivoluzionario di quegli anni por-
tandolo al suo massimo esponente, e creando, come è stato ben
detto e come ho anche altrove ricordato, un immenso serbatoio di
energia rivoluzionaria.
La quale però, ove si cercò di tradurla nella pratica (e il ten-
tativo accadde nella Svizzera per opera di Carlo Marx), fu so-
praffatta da altre correnti, per esempio dal movimento comunista
che in quel torno di tempo si veniva dilatando nella stessa Sviz-
zera, per opera di Guglielmo Weitling (l); finchè si atteggiò
verso il 1843, nel movimento libertario ed ateo di quella che si
disse la Giovane, Germania, il cui teorico di maggior importanza
fu, come è noto Guglielmo Marr (2).
Perchè gli spunti della negazione atea e della affermazione
egoistica del Feuerbach giungessero al loro pienosvolgimento, oc-
correva uno scrittore, cui non mancasse la produttività feconda di
formule sofistiche, valevoli a colmare tutti i vani lasciati scoperti
dalla rigorosa induzione logica. E questo scrittore fu Max Stirner.
Nato a Beyreuth il 25 ottobre del 1806 (il suo vero nome
era Giovanni-Grasparo Schmidt), studiò filologia e filosofia a Ber-
lino, ove udì lezioni di Gr. F. Hegel e dello Schleiermacher. La
metafisica del primo e la teologia razionalista del secondo, impres-
sero al suo pensiero quella tendenza all'astrazione, che, da questo
momento, determinò la sua vocazione speculativa e l'orientamento
delle sue idee. Più tardi, passò un anno a Kulm, e un altro a
(1) Cfr. EM. KALER, Wilhelm Weillng. Seine Agitation und Lehre im geschi-
chtlichen Zusammenhange dargestellt, Hottingen-Zürich, 1887 ( S o c i a l d e m o k r a t .
B ibl io t h., n. XI). In questa. monografia sono contenuti larghi estratti della
corrispondenza e degli scritti del Weitling, specie della sua opera principale:
Das Evangelium eines armen Sünders, Bern, Jenni, 1845.
(2) Cfr. WILH. MARR, Das junge Deutschland in der Schweiz. Ein Beitrag z u r
Geschichte der geheimen Verbindungen unserer Tage, Leipzig, Jurany, 1846. -- Il
periodico nel quale si riflettevano le idee della junge Deutschland, diretto dal
Marr, aveva il titolo: Bl ä t t er d e r G e g e n w a r t f u r s oc i ales Leben .
Usciva a Losanna, e ne furono pubblicati otto numeri, dal dicembre 1844, al
luglio 1845.
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Königsberg (ove, probabilmente, sentì ancóra nell'aria l'eco della
parola kantiana), e ritornò di nuovo a Berlino nel 1833, per se-
guire i corsi del Boeckh, del Lachmann, e soprattutto del Michelet,
il quale rappresentava allora, strenuamente, le tendenze della si-
nistra hegeliana. Non è possibile aggiungere altri particolari.
Questo solo sappiamo, perchè questo solo egli ci ha lasciato detto.
Egli non prese nessuna parte, nè alla vita attiva, nè alla poli-
tica militante. Condusse gli ultimi anni della vita nella miseria,
dedicandosi a noiosi lavori di compilazione mal retribuiti, e morì
nel 1856 (1),
Il solo libro che lo Stirner scrisse è quello che qui segue
tradotto: l' Unico e la sua proprietà, il quale fu pubblicato come
ho già accennato, nel 1845 (2). L'apparizione dell'opera stirneriana
diede occasione all'autore di scrivere due articoli polemici, i quali,
unitamente ad altri pochi articoli pubblicati tra il 1842 ed il 1844
nella Rheinesche Zeitung di Carlo Marx e nella Berliner Monats-
schrift
del Buhl, furono poi raccolti, come ho già ricordato in un
volume, per la prima volta nel 1898, dal suo biografo G. E. Mackay.
Sarà ora opportuno ch'io riassuma a brevissimi tratti la dot-
trina stirneriana, perchè ciò varrà per disporre il lettore paziente
a quello stato d'animo e a quella elasticità critica che occorrono
per comprenderne tutta la portata, senza lasciarsi sopraffare da
quella suggestione della quale ho dato qualche esempio tipico al
principio di queste pagine.
III.
Credo d'aver preparato il lettore a non doversi meravigliare
se quest'opera che vuole fondamentalmente essere un codice per
la condotta pratica dell'uomo singolo, comincia con una recisa ne-
(1) Cfr. E. ZOCCOLI, I gruppi, ecc., pp. 33-35.
(2) L'opera Der Einzige und sein Eigenthum comparve a Lipsia, edita da O.
Wigand, nel 1844, con data del 1845. Una seconda edizione è del 1882. Fu ri-
pubblicata nella U n i vers. B i b l i o t h e k di Lipsia nel 1892, numeri 3057-'60.
N
E
furono fatti estratti tedeschi nella F r e i h e i t di New-York del 1892, ed estratti
francesi in E n t r e t i e n s p o l i t i q u e s et l i t t é r a i r e s (1892) e in M e r c u r e de
F r a n c e (1892). -- Ne sono state fatte due traduzioni francesi compiute: l'una
da R. L. Reclaire, Paris, Stock, 1900 ( B i b l i o t h s oc i o l og . ,
n . 28) e l'altra da,
H. Lasvignes, Paris, édit. de la R e v u e b l a n c h e , 1900.