< prev next>

-- XXXII --
stile che non attenua punto la ripugnanza per le idee che vi
sono
caldeggiate.
Io non ho evidentemente l'autorità che occorra, per pregare il
lettore di stare sull'avviso per non essere tratto in inganno. E
indubitato che quest'opera, alla quale più di trent'anni fa il Lange
negava un'efficacia considerevole sugli scrittori di quel tempo, ha
oggi, come spero d'aver provato anche con queste mie poche pa-
role, ripreso una rivincita assai più larga, e, purtroppo, profonda
di quello che era prevedibile. In ogni modo sarà profittevole a
tutti coloro i quali possono disporre di un sano spirito critico,
conoscerla direttamente. E tra il disinteresse dell' Ueberweg, che
non vide in essa niente di più che un' ironica caricatura delle idee
feuerbachiane (1), e l'olimpica indifferenza dell'Eltzbacher che si
limita, riassumendola, a catalogare l'opera dello Stirner nello svol-
gimento del pensiero anarchico (2), spero che non mancherà
qualche
lettore che si troverà in uno stato analogo a quello di Volfango
Goethe quando lesse per la prima volta il Sistema della natura
del barone d'Holbach (3), o, meglio ancora, avrà la volontà e la
competenza di prendere la penna per una critica vincitrice.
Roma, 20 aprile 1902.
Ettore Zoccoli.
(1) Grundriss d. Gesch. Philos., III Bd., p. 405.
(2) L'opera di PAOLO ELTZBACHER è stata in questi giorni tradotta in fran-
cese; L'anarchisme par P. E., trad. par O. Karmin, Paris, Giard, 1902. -- L'esposi-
zione scheletrica della dottrina dello Stirner segue quella del Proudhon e precede
quella del Bahounine, pp. 129-157. -- Anche R. STAMMLER (Die théorie des Anar-
chismus, Berlin, 1894) ed E. V. ZENKER (Der anarchismus, krit. Gesch. d. anarchist.
Theorie,
Jena, 1895) dedicano parecchie pagine all'esposizione della dottrina stir-
neriana. -- Tra gli espositori con intendimenti empirici e letterari noterò ap-
pena: O. HANSSON, Seher u. Deuter, Berlin, Rosenbaum, 1894 (contiene un
saggio sullo Stirner); J. DUBOC, Das Ich u. d. Uebrigen (Für n. wider M. Stirner).
E. Beitrag z. Philos. d. Fortschritts, Leipzig, Wigand, 1897; M. KRONENBERG,
Moderne Philosophen. Porträts n. Charakteristiken, Munchen, Beck, 1899 (anche
questo volume contiene un saggio sullo Stirner).
(3) Cfr. F. A. LANGE, Op. cit., I, p. 434.
Io ho riposto le mie brame nel nulla.
A chi non appartiene la causa ch'io debbo difendere? Essa
è, innanzi tutto, la causa buona in se stessa, poi la causa di Dio,
della verità, della libertà, della giustizia; poi la causa del mio
popolo, del mio principe, della mia patria; infine la causa dello
spirito, e mille altre ancora. Soltanto, essa non dev'essere mai la
mia causa! " Onta all'egoista che non pensa che a sè stesso! "
Vediamo un po', più da vicino, che cosa pensino della propria
causa coloro per gl'interessi dei quali noi dobbiamo lavorare, sa-
scrificarci ed infervorarci.
Voi che così profondamente conoscete le cose che concernono
Dio, ed avete investigato per millennii gli abissi e scrutato il cuore
della divinità, certo saprete dirci in qual modo Egli stesso tratti
la causa alla quale siam chiamati a servire. Non tentate di nascon-
derei il modo di condursi del Signore. Ebbene, qual'è la sua causa?
Ha egli forse -- come da noi si richiede -- abbracciato una causa
a lui estranea, ha egli fatta sua la causa della verità o dell'amore?
Voi vi sentite indignati in udir pronunciare un simile assurdo e
ci sapete insegnare che quella di Dio è bensì la causa della verità
e dell'amore, ma che essa non può esser detta a lui estranea, giac-
chè Dio è per se stesso la verità e l'amore; e vi muove a sdegno il
supporre che Dio possa assomigliarsi a noi poveri vermi col favo-
rire la causa d'altri come se fosse la propria. " Dio dovrebbe occu-
parsi della causa della verità, se non fosse egli stesso la verità? ".
Egli non pensa che alla propria causa, ma egli è il tutto nel
tutto, e così la sua causa abbraccia tutto; noi non siamo il tutto
nel tutto e la nostra causa è oltre modo meschina e spregevole,
perciò noi dobbiamo servire ad " una causa più elevata ". --