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quasi duemila anni li trovò increduli e indifferenti. Ma siccome
tu, mio caro lettore, difficilmente sarai un ebreo puro sangue, --
che se tale fossi, non avresti perduto il tempo a seguirmi sin
qui -- noi vogliamo fare insieme ancora un tratto di cammino,
sino a che forse anche tu mi volgerai le spalle, vedendo ch'io
ti rido sul viso.
Se qualcuno ti dicesse che tu sei tutto spirito, tu ti taste-
resti il corpo, e gli risponderesti incredulo : " Io possiedo, bensi,
dello spirito, ma non esisto solo come spirito; sono anche un
uomo in carne ed ossa ". Tu faresti ancor sempre una distinzione
fra te ed il tuo " spirito ". Ma ribatte colui, tu sei destinato,
quantunque inceppato per ora dai vincoli del corpo, a diventare
un giorno " uno spirito beato ", e comunque tu possa rappre-
sentarti l'aspetto futuro di questo spirito, non è men vero che
morendo tu dovrai spogliarti del corpo e tuttavia tu continuerai
ad esistere e ad esistere in eterno ; adunque lo spirito solo in te
è eterno e vero, il corpo non altro è che una dimora provvisoria,
che tu dovrai abbandonare e mutar con un'altra.
Adesso tu gli presterai fede? Per ora tu non sei ancora
soltanto spirito, ma allorquando sarai costretto ad emigrare dal
tuo corpo mortale, tu dovrai far di meno del corpo, epperciò è
necessario che tu preveda per tempo una tale eventualità e prov-
veda per tempo al tuo vero " io ". " Che cosa gioverebbe al-
l'uomo se conquistasse l'intero mondo e nondimeno recasse danno
all'anima sua! "
Ma anche ammesso che i dubbi sollevati in corso di tempo
contro i dogmi cristiani, ti abbiano tolta da lunga pezza la fede
nell'immortalità del tuo spirito, un dogma per te è rimasto in-
tatto e intangibile, una verità alla quale resti sempre devoto,
che cioè lo spirito è di te la miglior parte e che le cose spiri-
tuali hanno verso di te maggiori diritti di ogni altra cosa. Se pur
ateo, ti trovi d'accordo con chi crede alla immortalità nello zelo
contro l'egoismo.
Ma quale idea ti sei formata dell'egoista? Un uomo, il quale
anzichè vivere per un'idea, cioè per qualcosa di spirituale, sacri-
ficandole il proprio vantaggio, serve invece a quest'ultimo.
Un buon patriota, ad esempio, sacrifica tutto sull'altare della
patria ; e che la patria sia una idea è una cosa indiscutibile, poi-
chè gli animali irragionevoli ed i bambini ancor privi di spirito
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non conoscono ne patria nè patriotismo. Se adunque qualcuno
non si dimostra buon patriota, egli rivela nei suoi rapporti colla
patria il suo egoismo.
E cosi è in numerosissimi casi; chi nella società umana si
arroga e sfrutta un privilegio è reo d'egoismo e pecca contro la
idea dell' uguaglianza ; chi esercita un dominio è un egoista che
pecca contro la idea della libertà, e così via.
E appunto perciò tu disprezzi l'egoista, dacchè egli pospone
lo spirituale al personale, e non pensa che a sè stesso quando
tu vorresti vederlo operare per amor d'un'idea. Voi vi distin-
guete in ciò, che centro per te è lo spirito, per lui il suo proprio
essere, ovvero che tu sdoppi il tuo io, facendo dello spirito il
vero a io ", padrone del resto che ha minor valore, mentre egli
non vuol saperne di codesto sdoppiamento, curando i suoi inte-
ressi spirituali o materiali come meglio gli piace e gli giova.
Tu credi di biasimare soltanto coloro che non sanno compren-
dere il puro interesse spirituale, e invece tu imprechi a tutti
quelli che non vedono nell'interesse spirituale ciò a che v'ha di
più vero e sublime ". Paladino d'una tale bellezza, tu giungi a
tale da negare al mondo sia altra bellezza. Tu non vivi per te
stesso, bensi per il tuo spirito e per tutto ciò che viene dallo
spirito, cioe per le idee.
Siccome lo spirito non esiste se non in quanto crea, vediamo
quale sia la sua creazione prima.
Compiuta questa, altre naturalmente ne seguono, al modo
stesso che secondo la mitologia bastava creare i primi uomini
perchè la stirpe si propagasse da sè. Ma la prima creazione deve
sorgere " da nulla " : lo spirito per attuarla nulla possiede all'in-
fuori di se stesso, o, per meglio dire, egli non possiede ancora
nemmeno se stesso, ma deve formarsi: sicchè la sua prima crea-
zione è esso stesso, lo spirito.
Per quanto ciò possa sembrar mistico, a noi lo insegna l'e-
sperienza quotidiana. Sei tu forse un pensatore, prima d'aver
pensato? Col creare il primo pensiero tu crei te stesso, il pen-
satore ; poi che tu non pensi prima di pensare, vale a dire, prima
d'aver un pensiero. Non è forse il tuo canto che fa di te un
cantore, la parola che fa di te un essere parlante? Ebbene, nello
stesso modo, la creazione d'una cosa spirituale fa di te uno
spirito.