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sare un essere in me o fuori di me. Si, noi ci immaginiamo sempre
l'essere supremo fuori di noi ed in noi, poichè lo " spirito divino ",
secondo la fede cristiana, è pure il a nostro spirito r e dimora
in noi (1). Egli ha stanza e nel cielo e in noi ; noi pover esseri non
rappresentiamo che la sua " dimora " ; e se il Feuerbach ci di-
strugge anche la sua " dimora celeste ", a prezzo di quale fatica
noi gli potremo dar ricetto ?
Ma tronchiamo questa divagazione (che avremmo dovuto pro-
trarre a più dardi) per non incorrere in ripetizioni, e ritorniamo
alla prima creazione dello spirito.
Lo spirito è alcunché di diverso dall'io. Ma in che cosa ne dif-
ferisce?
§ 2. -- GLI OSSESSI.
Hai tu mai veduto uno spirito? " Io no, ma l'ha veduto la
nonna ". Ecco, la stessa cosa succede a me. Io non ho veduto mai
alcuno spirito ; invece mia nonna ne incontrava uno ad ogni mo-
mento; sicchè, per non far torto alla sincerità della nonna, mi
convien credere all'esistenza degli spiriti.
Ma tra i nostri vecchi non v'eran di tali che facevano spal-
lucce allorché la nonna favoleggiava degli spiriti che aveva ve-
duti? Certo; ma erano increduli, liberi pensatori che gran danno
recarono alla nostra santa religione. E noi ce ne accorgeremo ! Su
che cosa è fondata la credenza negli spiriti se non sulla fede nel-
l'esistenza d' " esseri spirituali in generale? ". E questa fede non
vien forse scossa, se si permette che uomini seguaci della pura ra-
gione ardiscano attentarvi ? Come per la scemata credenza negli
spiriti e nei fantasmi la stessa fede in Dio sia stata se ssa ci è
insegnato dai romantici: i quali tentano di attraversarsi tali fu-
neste conseguenze col ridestare a nuova vita il mondo dei miti
e delle favole, e in modo particolare vi si adoperano di recente
con la rievocazione " di un mondo superiore che penetra entro il
nostro mondo ", con le loro sonnambule, con le veggenti di Pre-
vorst, ecc.
I buoni credenti ed i padri della Chiesa non prevedevano che
(1) Vedi Rom. 8, 9; Cor. 3, 16; Giovanni 20, 22, ecc., ecc.
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col cessar della credenza negli spiriti dovesse mancare il terreno
alla religione stessa, si che da allora in poi essa avesse a librarsi
sull'aria. Chi non crede più nei fantasmi non ha che a prose-
guire con una certa coerenza per la sua via, per accorgersi che
dietro le cose non si nasconde alcun essere sovrannaturale, alcun
fantasma -- o, ciò che l'ingenuità linguistica chiama con un me-
desimo vocabolo -- alcuno " spirito ".
" Gli spiriti esistono! " Guardati un pò'd'attorno nel mondo,
e dimmi se da ogni cosa non si riveli a te uno spirito. Dal pic-
colo fiore grazioso parla a te lo spirito del creatore che l'ha for-
mato così belio; gli astri annunziano lo spirito che li ha ordinati:
dai vertici dei monti ti soffia incontro uno spirito sublime; dalle
acque s'innalza a te uno spirito di bramosia; dagli uomini fa-
vellano a te milioni di spiriti. Si sprofondino i monti, appassiscano
i fiori, crolli l'universo, perisca anche l'ultimo uomo -- e che im-
porta d'una cotai ruina generale? Lo spirito, l'invisibile, " vive
in eterno ".
Sì, su tutto il mondo passa lo spirito coi suoi brividi ! Soltanto
su lui? No, il mondo stesso sembra un sinistro fantasma, l'ombra
d'uno spirito. Che altro potrebb'essere un fantasma se non un corpo
apparente a uno spirito reale? Ebbene, il mondo è " vano " è
i" vuoto ", è un' " apparenza " che inganna col suo splendore; l'u-
nica verità sta nello spirito; il mondo non è che la figura appa-
rente delio spirito.
Vicino e lontano, da per tutto, ti circonda un mondo di spi-
riti : tu sei sempre in balia delle apparizioni e delle visioni. Ogni
cosa che a te si presenti, altro non è che il riflesso d'uno spirito che
risiede in lei, un' " apparizione " fantastica: il mondo è per te
solo un complesso di " fenomeni ", dietro ai quali lo spirito fa
suoi giochi.
Vorresti forse paragonarti agli antichi che vedevano gli dei da
per tutto? Gli dei, mio caro moderno, non sono spiriti; gli dei
non umiliano il mondo sino a ridurlo ad una parvenza, nè lo
spiritualizzano.
Ma per te tutto il mondo appare spiritualizzato e fatto si-
mile a un misterioso fantasma ; perciò non meravigliarti se anche
in te stesso null'altro troverai che una ridda di fantasmi. Non
forse è il tuo corpo ossesso da quel fantasma che tu chiami spirito ;
non forse quello solo è il vero, il reale, mentre il tuo corpo è cosa