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ad abbassarsi sino a quest'apparenza vana dell'ossequio, sino a
questa, falsa devozione dell'adempimento della legge, con la sola
differenza che quest' ultima è molto più tirannica e ripugnante
dell'antica. Poichè per l'antica era sufficiente l'azione, per la vo-
stra si richiede anche il pensiero; bisogna tener impressa entro
stessi la legge, e chi meglio la osserva è il più morale di tutti.
Anche l' ultima giocondità della vita cattolica deve tramontare
111 questa legalità protestante. Con questo l'impero della legge
trionfa pienamente. Non già " io vivo ", bensì " la legge vive in
me ". Sicchè io sono giunto a tale da esser unicamente " il vaso
che racchiude la magnificenza della legge ". " Ogni Prussiano
alberga in sè un gendarme " disse un ufficiale prussiano di alto
grado.
Perchè certe opposizioni non possono aver lunga vita? Unica-
mente per questa ragione: che esse non vogliono abbandonare la
via della moralità e della legalità. Da ciò proviene quella smisu-
rata ipocrisia di devozione, d'amore, ecc.; e ogni di noi proviamo
la profonda nausea che e' ispira codesta corrotta e ipocrita " oppo-
sizione legale ". -- Nei rapporti morali dell'amore e della fedeltà
non c'è posto per una volontà a due tagli; il bel rapporto è tur-
bato, se alcuno vuole una cosa e altri la cosa contraria, Invece
secondo i criteri e l'uso sin qui seguiti e i pregiudizi dell'opposi-
zione, è necessario conservare anzitutto intatti i rapporti morali.
E che cosa resta all'opposizione? Forse l'esigere la libertà, quando
l'essere amato trova opportuno di ricusarla? Niente affatto! Esi-
gere
la libertà essa non può, nè deve; essa non può che deside-
rarla, fare " istanze " per ottenerla, balbettare un " prego, prego n!
Che cosa succederebbe se l'opposizione volesse realmente, con
tutta l'energia della volontà? No, essa deve rinunziare alla vo-
lontà e vivere per il solo amore, rinunziare alla libertà per amore
della moralità. Essa non può giammai far valere come un " di-
ritto " ciò che non le è concesso che di domandare come una
" grazia ". L'amore, l'abnegazione, ecc., esigono irremissibilmente
che una volontà esista ; alla quale le altre si sottomettano ; cui
esse servano, obbediscano, amino. Che quella volontà sia razionale
o irrazionale non importa: in tutti i casi si agisce moralmente
obbedendole, e immoralmente sottraendosi al suo dominio. Gli
obblighi che impone la censura sembrano irrazionali a molti;
tuttavia colui che in un paese dove esiste la censura le sottrae
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il libro che ha scritto, commette un'azione immorale, e agisce
invece moralmente colui che glielo affida per l'esame. Se taluno,
per esempio, istituisse una tipografia clandestina, costui si do-
vrebbe chiamare immorale, e avrebbe anche nome d'imprudente
quando si lasciasse cogliere in fallo; ma potrebbe almeno egli
pretendere d'aver un valore agli occhi delle « persone morali n?
Forse! -- nel caso, cioè, ch'egli avesse fede di servire ad una
" morale più elevata ".
La trama dell'odierna ipocrisia è tesa tra i confini di due
campi: e la nostra età trascorre dall'uno all'altro tessendo e ri-
tessendo le fila dell'inganno e dell'illusione di sè stessa. Non
più robusta abbastanza da servire senza dubbi e con tutte le sue
forze alla moralità, non sufficientemente scevra di scrupoli per
dedicarsi esclusivamente all'egoismo, essa si dibatte convulsa en-
tro la ragnatela dell'ipocrisia, e paralizzata dalla maledizione
della mediocrità coglie dei miserabili moscerini.
Se talvolta abbiamo ardito di fare una proposta " franca e
schietta ", noi ci affrettiamo ad annacquarla con assicurazioni
amorose simulando rassegnazione; se dall'altra parte abbiamo
avuto il coraggio di respingere una audace proposta con accenni
morali alla buona fede, ecc., di lì a poco questo nostro coraggio
vien meno, e noi ci affrettiamo a dichiarare che quella franca
proposta ci piacque: simuliamo, cioè, d'approvare. In breve, noi
si vorrebbe possedere tale cosa, ma non senza privarci d'una co-
tal altra: noi si vorrebbe possedere una libera volontà ma senza
doverci privare della volontà morale.
Provatevi, o liberali, a trovarvi insieme con un uomo servile.
Voi vi sforzerete di raddolcir con lo sguardo della più fiduciosa
devozione ogni parola libera che pronuncerete, e quegli rivestirà
il suo servilismo delle frasi più seducenti di libertà. E quando
vi separerete, voi penserete allo stesso modo uno dell'altro : Ti
conosco, vecchio volpone ! Egli subodora in voi tanto bene il
nuovo Satana, quanto voi in lui l'antico Dio accigliato.
Nerone è un uomo " malvagio " soltanto agli occhi dei
« buoni ": ai miei egli non è che un ossesso, al pari di quelli
che chiamate i " buoni ". Questi scorgono in lui un fior di bir-
bante e lo confinano nell'inferno. Ma perchè nulla l'ha trattenuto
dalle sue azioni arbitrarie ? Perchè si è tollerato che le commet-
tesse? I pazienti Romani che si erano lasciati imporre la volontà