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berta significa il mio servaggio. Ch'essi in ci segnano necessaria-
mente la massima " il fine santifica i mezzi " naturale. Se la sa-
lute dello Stato il fine, la guerra diventa un " mezzo "? santo ; se
la giustizia il fine, l'uccisione diviene un mezzo onesto e prende
il nome di a esecuzione ", ecc.; lo Stato santifica tutto ci che
gli torna a vantaggio.
La " libert individuale " sulla quale vigila geloso il libera-
lismo borghese, non significa punto u n a libera e illimitata di-
sposizi ne di s stessi, (per cui tutti gli atti sarebbero miei esclu-
sivamente) bens soltanto l'indipendenza dalle persone. Individual-
mente libero colui che non tenuto a dar ragione a nessuno del
suo operato. Preso in questo senso -- e non si pu accettarne uno
diverso -- non soltanto il monarca libero individualmente,
perch irresponsabile verso gli uomini (" dinanzi a Dio " egli af-
ferma la sua responsabilit), bens liberi sono tutti i cittadini, per-
ch non a responsabili che dinanzi alla legge ". Conquista dei moti
rivoluzionali del secolo questa specie di libert, questa indipen-
denza dal capriccio di terze persone, dal " tel est mon plaisir ". Ma
per ottener ci il principe stesso doveva essere spogliato d'ogni
sua personalit, e dello stesso diritto di prender decisioni indivi-
duali, al fine di non ledere, quale persona, " la libert individuale "
degli altri.
La volont personale del regnante scomparsa nel principe
costituzionale. A ci repugnino, assai giustamente, i principi as-
soluti, i quali precisamente vogliono esser riguardati quali prin-
cipi cristiani nel miglior senso della parola, e credono di rappre-
sentare un " potere puramente spirituale ", poich il cristiano non
soggetto che allo " spirito " ( Dio spirito "). Ma logicamente
il solo principe costituzionale rappresenta il potere puramente spi-
rituale, poi ch'egli appare cos spiritualizzato dalla privazione d'o-
gni significazione personale, da sembrare un " fantasma ", un' idea.
Il re costituzionale il vero re cristiano, la vera conseguenza
logica del principio cristiano. Nella monarchia costituzionale si e
spento il regno individuale, cio la volont personale del regnante:
perci nella monarchia costituzionale regna la libert individuale.
l'indipendenza, cio, da ogni volere individuale, da chiunque vo-
glia costringere altrui all'obbedienza col suo " tel est mon plaisir ".
Essa rappresenta la vera vita dello Stato cristiano, una vita spi-
ritualizzata.
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La borghesia si comporta liberamente, in tutto e per tutto.
Ogni invasione personale nel dominio altrui le ripugna: se il bor-
ghese s'accorge che ei dipende dal capriccio, dall'arbitrio, dalla
volont d' un uomo singolo, da uno, cio, che non rappresenta un
" potere superiore ", egli tosto innalza la bandiera del liberalismo
e si apparecchia a combattere contro l' " illegalit ". Sopra tutto
egli vuole che la sua libert non sia minacciata dai decreti che
provengono da un potere personale (ordonnance).
Egli dice : " a me nessuno ha da comandare ! " Il decreto (l' or-
donnance) la manifestazione della volont d'un altro uomo, men-
tre la legge non esprime la volont d'una persona determinata,
ma quella dello Stato.
La libert della borghesia la libert o l'indipendenza della
volont d' un'altra persona, la cosiddetta libert personale od indi-
viduale: poich essere personalmente libero significa per me esser
libero a segno che nessun'altra persona possa disporre di me, ovvero
che quello che io posso o non posso fare non dipenda dalla vo-
lont di un altro. La libert della stampa, per un esempio, una
delle tante libert del liberalismo, che combatte la censura quale
un atto d'arbitrio personale, ma nel resto dispostissimo a tiran-
neggiare e a restringere, mediante apposite " leggi ", la libert in
astratto proclamata. Insomma, i liberali domandano unicamente
per s stessi la " libert dello scrivere "; poich i loro scritti, es
sendo legali, non entreranno mai in conflitto con la legge. Ci
solo che proviene dai liberali, quello cio che informato a prin-
cipii legali, deve poter essere stampato : pel rimanente provvedono
le punizioni delle " leggi sulla stampa ". Quando si vede assicurata
la libert personale, non si avverte pi che progredendo sulla
stessa via, la pi triste schiavit ci si apparecchia. Ci siamo libe-
rati dai decreti, e a nessuno ha da imporci pi cosa alcuna " : ma
tanto pi ossequiosi per contro siam divenuti alla legge. E la con-
clusione che noi veniamo asserviti, sotto tutte le forme, in nome
della legge.
Nello Stato borghese non trovasi che " gente libera ", la quale
costretta per all'obbedienza o all'osservanza di mille precetti
(per es. a prestar omaggio, a professare una data religione, ecc.).
Ma che importa ci? Chi ve la costringe non che lo Stato, la
legge, non gi un singolo !
A che cosa intende la borghesia col combattere ogni autorit