< prev next>

-- 114 --
nuova signora, un nuovo fantasma, un nuovo " ente supremo ",
che ci " obbliga e ci asservisce! ".
Un apprezzamento pi compiuto del liberalismo politico si
trover in seguito nel nostro libro. Noi vogliamo ora tradurlo di-
nanzi al Tribunale del liberalismo critico e umano.
IL LIBERALISMO UMANO.
Noi diamo nome di " umano " o di " umanitario " al libera-
lismo critico nel quale il principio attinge il pi alto grado di sua
perfezione e tocca l'espressione definitiva. In esso il soggetto
stesso diviene materia d'esame, pur restando il critico un liberale
e non trascendendo l' uomo.
Il lavoratore tenuto in conto del pi grossolano e del pi
egoista fra gli uomini, perch egli nulla fa per l' umanit, ma tutto
per se medesimo e pel proprio vantaggio.
La borghesia non facendo libero l'uomo che per diritto di na-
scita fu costretta ad abbandonarlo per tutto il resto alla merc
dell'egoista. Per ci all'egoismo, sotto la dominazione del libera-
lismo politico, aperto il pi vasto campo che possa immaginarsi.
Come il borghese sfrutta lo Stato, cosi il lavoratore sfrutter la
societ per i suoi intenti egoistici. Tu non hai che un solo fine,
l'utile tuo! dice l' umanitario al socialista. Occupati d' interessi pu-
ramente umani,
ed io ti sar compagno. Ma per ottener ci, ne-
cessario una coscienza pi robusta, pi ampia che non sia quella
dell'operaio. Costui non crea nulla e per ci non ha nulla: ma se
nulla egli crea, questo avviene perch l'opera sua resta sempre un
lavoro circoscritto e limitato dalle pi imprescindibili necessit
dell'esistenza (1).
Al che si potrebbe opporre forse che, per un esempio, il la-
voro di Gutenberg non rest isolato, bens si perpetu nel tempo
e vive ancor oggi, come quello che, essendo rivolto a soddisfare un
bisogno dell'uomo, era, per conseguenza, eterno, imperituro.
La coscienza umanista disprezza la coscienza borghese cos
come quella operaia: poich il borghese ha in fastidio il vaga-
bondo (nome cotesto, ch'egli usa a designare tutti coloro che non
hanno una " occupazione stabile ").
(1) BRUNO BAUER, Lit. Zig., V, 18.
-- 115 --
Per contro l'operaio ha in odio " gli scioperati " e le loro
" massime " immorali, sfruttatrici ed antisociali.
L'umanista invece ribatte al borghese : l'instabilit di domi-
cilio alla quale molti sono costretti opera tua.
E il proletario oppone: Che tu esiga che tutti debbano lavo-
rare come bestie da soma e che ognuno sia condannato a questa
sorte deplorabile, la cosa che solo la tua crassa ignoranza e
l'abito, in te ormai fatto natura, di vivere come una bestia da
soma pu spiegare. Tu con ci vorresti che tutti dovessero lavo-
rare come bestie, perch poi ciascuno potesse godere della stessa
somma d'ozio.
Ma che ne farete poi delle ore d'ozio? In qual modo la societ
intende a procurare che le ore d'ozio e di ricreazione vengano
spese umanamente? Essa costretta a permettere che ciascuno ne
" si secondo il comodo o il capriccio suo; ed il profitto che la tua
societ intende favorire, va a cadere in grembo all' egoista allo
stesso modo che il profitto della borghesia, cio la indipendenza
dell'uomo,
per mancargli un contenuto umano, dovette essere
abbandonato in balia dei singoli.
Certamente necessario che l' uomo sia senza padroni; ma non
perci all'egoista dev'essere permesso di rendersi egli padrone del-
l'uomo ; l'uomo invece deve tener in freno l'egoista. Certamente
l'uomo ha diritto ad una certa quantit d'ozio, al riposo, alla ri-
creazione: ma se il solo egoista ne approfitta, quell'ozio, quel ri-
poso sono perduti per l'uomo.
Sicch voi dovreste dare all'ozio una significazione umana.
Ma anche il lavoro voi l'intraprenderete, operai, perch spinti dal.
l'egoismo perch vi bisogna pur mangiare, bere vivere; come dun-
que pretendereste poi d'esser meno egoisti nelle ore d'ozio? Voi
lavorate unicamente perch dopo il lavoro gradito il riposo,
il dolce far nulla; quello che voi compirete nelle ore d'ozio sar
opera del caso.
Ma se si vuol chiudere ogni porta all'egoismo, bisogna inten-
dere ad un lavoro puramente disinteressato, al puro disinteresse.
Questo solo degno dell'uomo: il disinteresse umano per-
ch proprio soltanto dell' uomo.
Ebbene, ammettiamo un istante il principio del disinteresse ;
noi domanderemo; non vuol tu interessarti a cosa alcuna, non la-
sciarti vincere all'entusiasmo per cosa alcuna, ne per libert, n