< prev next>

-- 116 --
per l' umanità, ecc.? Oh, si -- ci verrà risposto -- ma codesto non
è un interesse egoistico, bensì un interesse umano, cioè teoretico,
o in altri termini un interesse non già per un singolo o per i
singoli (che sarebbero " tutti "), bensì per l'idea, per l' uomo.
E non t'accorgi che tu stesso non sei infiammato che per la
tua idea, per la tua idea di libertà?
E di più non t'accorgi che il tuo disinteresse, al pari del re-
ligioso, è ancor esso un disinteresse celeste?
L'utile che ne può ritrarre il singolo ti lascia indifferente, e
tu saresti capace d'esclamare astrattamente: " fiat libertas pereat
mundus ".
Tu non ti prendi cura nemmeno della dimane, anzi,
in genere, non ti prendi alcun serio pensiero dei bisogni del sin-
golo nè pel tuo bene, nè per quello degli altri: nulla a te im-
porta di ciò, poichè tu sei un entusiasta, un sognatore.
L'umanitario sarà liberale a segno da considerare come " u-
mano " tutto ciò che può esser proprio dell'uomo? Al contrario:
se, per esempio, riguardo alla prostituta egli non accoglierà in
astratto i pregiudizi morali del borghesuccio, gli parrà però cosa
indegna di un essere umano che ella avvilisca il proprio corpo
a tale da renderlo una macchina per spillar quattrini?
Egli penserà : la meretrice non è un essere umano nell'atto
in cui si prostituisce; essa è antiumana, disumana. Ancora: il giu-
deo il cristiano, il teologo, ecc., in quanto tali, non sono uomini;
' quanto più tu sarai giudeo, ecc., tanto maggiormente cesserai
d'esser uomo. Ed ecco di nuovo il postulato imperativo : getta
lontano da te tutto ciò che non è inerente a te, allontanalo con
la tua critica! Non vi è nè giudeo, nè cristiano, vi ha l' Uomo
soltanto. Fa valere il tuo umanesimo contro le limitazioni d'ogni
sorta, diventa uomo mercè quello e renditi libero da tutte le pa-
stoie ; diventa un " uomo libero ", cioè riconosci nel tuo uma-
nesimo l'unica ragione determinatrice de' tuoi atti.
E io rispondo : Tu sei, sì, qualcosa più che un giudeo, che
un cristiano, ma sei anche più che uomo. Tutte quelle sono idee,
ma tu sei cosa corporale. Pensi tu forse di poter giammai di-
ventare " uomo come tale "? Credi tu forse che i nostri posteri
non si troveranno innanzi altri ostacoli, altri pregiudizi, che noi
non fummo capaci di abbattere?
O credi tu forse, che col tuo quarantesimo o cinquantesimo
anno d'età sarai giunto al tanto, che i giorni che susseguiranno
-- 117 --
più nulla ti potran togliere e che sarai finalmente " uomo "? Gli
uomini che verranno dopo di noi dovranno conquistare molte li-
bertà, delle quali noi non sentiamo nemmeno il bisogno. Che t' im-
porta di quella futura libertà? Se tu fossi veramente deliberato
a non tener in alcun conto te stesso prima d'esser diventato uomo,
tu avresti da attendere sino al giorno del giudizio universale,
sino al giorno in cui l'uomo e l'umanità avranno raggiunto il
più alto grado della perfezione. Ma poi che tu morrai probabil-
mente prima d'allora, quale sarà il premio della tua vittoria?
Dunque invertisci piuttosto il ragionamento e di' a te stesso :
" Io sono uomo "! Io non ho bisogno di formare in me l'uomo,
poichè esso mi appartiene di già, con tutte le mie qualità.
Ma come si può, domanda il critico, esser in pari tempo giu-
deo e uomo? In primo luogo -- io gli risponderò -- non si può
essere assolutamente ed esclusivamente nè giudeo nè uomo. Per
quanto Samuele abbia sentimento e religione d'israelita, tale in
modo esclusivo ei non è già -- non foss'altro per ciò che egli
è quanto meno quel determinato ebreo, non mai dunque l'ebreo
in astratto.
In secondo luogo si può essere certamente giudeo senz'esser
uomo, se esser uomo significa esser una cosa non individuale. In
terzo luogo poi -- e di ciò si tratta -- io quale giudeo posso
essere tutto ciò che è in mia facoltà di divenire. Considerate Sa-
muele e Mosè; essi non furono ancora uomini nel senso che voi
attribuite a questa parola; pur v'è impossibile di pensare ch'ei
si sarebbero potuti elevare al di sopra del giudaismo. Essi furono
quello che potevano essere. Forse gli ebrei odierni sono diversi?
Perchè voi avete scoperto l'idea dell' umanesimo, voi pretenderete
inferirne che ogni giudeo debba convertirsi a tale idea? Se egli
può far ciò. lo farà; se non lo fa è da concluderne che non può
farlo. Che cosa gl'importa della vostra pretesa? Che cosa della
vocazione che gli volete imporre ?
Nella società umana, divinata dall'umanitario, nulla deve es-
ser riconosciuto di ciò che l'uno e l'altro ha in sè di particolare,
" nulla di ciò che porta il contrassegno del privato " deve aver
pregio. In questo modo s'allarga la cerchia del liberalismo, il
quale vede nell'uomo e nella libertà dell'uomo il principio del
bene, nell'egoismo e in tutto ciò che è particolare il principio del