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-- XII --
vorrei chiamare panico dottrinale, da cui i lettori superficiali o
indotti dello Stirner, si sono lasciati e si lasciano tuttora pren-
dere: " A partir de l'apparition de l' Unique et sa proprieté), scri-
veva il Funck-Brentano, la formule de la nouvelle école était
trouvée; le livre devient le vade mecum de tous les révolution-
naires allemands. Tandis que Schopenhauer et M. de Hartmann
concluront au néant, ceux-là ne concluront plus, mais marcheront
vers la réalisation de leur programme. Ils donueront naissance
au nihilisme en Russie, fondèrent l'Internazionale dans les autres
pays, et leur école deviendra le terreur des Etats modernes. On
ne joue pas avec la sophistique, les hommes sont trop naïfs, trop
sincères " (1).
A questo gruppo di interpreti insufficienti e di contradditori
ingenuamente rètori (potrei andare per le lunghe esemplificando
assai più diffusamente) sono paralleli altri due gruppi di scrittori,
i quali o si sono limitati ad una scarna esegesi del pensiero stir-
neriano, o ne hanno derivato succo e sangue per rinverdire quel-
l'arido germoglio originario nella fioritura d'una dottrina novella.
Tra i primi è compresa quasi intera la gran folla degli agitatori
anarchici. Tra i secondi campeggia la figura di Federico Niet-
zsche (2), che si lascierà addietro probabilmente per sempre l'effi-
mera legione di imitatori e contraffattori, di che rigurgita la lette-
ratura dei così detti decadenti francesi (3) e, per riflesso non mai
scongiurato, anche di quelli, e per fortuna sono pochi, italiani.
Domando la grazia (non osando supporre che il lettore ne in-
dovini il perchè) di non parlare del Nietzsche. Mi fermerò piut-
tosto un momento sugli agitatori anarchici. Tra costoro bisogna
fare prima di tutto il nome di colui che deve essere considerato
come il più vigile custode e volgarizzatore della dottrina del mae-
stro: Giovanni Enrico Mackay. Egli è un dottrinario anarchico di
(1) Ibid., p. 189.
(2) Cfr. R. SCHELLWIEN, Max Stirner und F. Nietzsche, Erscheinungen des mo-
dernen Geistes und das Wesen des Menschen, Leipzig, Pfeffer, 1892 (2
a
ediz., ibid.,
1899). E, per maggiori particolari: E ZOCCOLI, Federico Nietzsche, ecc., 2
a
ediz.,
Torino, Bocca, 1901: Bibliografia, pp. 309-331, passim.
(3) J. BOURDEAU, nella sua stringata ed esatta memoria sull'Anarchie (inse-
rita nel N o u v e a u d i c t i o n n . d ' éc o n . p o l i t. di L. Say. Suppl., Paris, Guil-
laumin, 1897, p. 21), si ferma a questo proposito su Maurice Barrés, dandogli
merito d'aver studiato in alcune opere (L'homme l i b r e; Ennemi des lois, ecc. ), con
analisi elegante e sottile, « lo stato d'anima egoistico-anarchico ».
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ingegno singolare. La deferenza che egli accorda allo Stirner, come
ad un maestro, prova per lo meno ch'egli sente il bisogno (per
quanto indicibilmente mal soddisfatto) di far capo ad una convin-
zione che sia basata sul ragionamento. Basterebbe questo per di-
stanziarlo dall' innumerevole coorte di quegli altri propagandisti
di fatto che scelgono la più breve via, l' unica possibile alla loro
miserevole cultura e alla loro indisciplinatezza logica, di arrivare
all'azione per mezzo di una deviazione del sentimento.
Io non voglio però, poichè rispetto i lettori, onorare il Mackay
di un eccessivo atto di cortesia. Se è meritevole d' un accenno re-
lativamente ai suoi confratelli, è ben lontano dal prendere un posto
di prima fila tra gli studiosi di coscienza severa. Il volume da lui
scritto sulla vita e l'opera dello Stirner (1), quando non è una al-
litterazione esegetica del pensiero dello Stirner stesso, divaga an-
ch'esso in amplificazioni retoriche ed apologetiche che non hanno
alcun rapporto con quel pensiero. Più giovevole invece, per l'ana-
lisi dello svolgimento ideologico dell'autore dell' Unico, è la rac-
colta, curata dal Mackay medesimo, degli scritti minori dello Stir-
ner; i quali scritti non tutti i lettori potrebbero o vorrebbero
(quantunque, come si può dimostrare, metterebbe conto di farlo)
andare a cercarli nelle giaciture originali, in cui vennero pubblicati
dall'autore, in diversi momenti, su riviste o giornali tedeschi di
quegli anni (2).
(1) J. H. MACKAY, Max Stirner, sei Leben und sein Werk, Berlin, Schuster u.
Löffler, 1898. -- Per chi fosse desideroso di cercare altre opere del Mackay, il
quale nei suoi scritti fonde insieme le dottrine del Proudhon, dello Stirner, e del
Tucker ricorderò: Die Anarchisten. Kulturgemalde aus dem Ende des XIX Jahrhun-
derts Zürich, Verlags-Magazin, 1891 (Altra edizione stampata a Berlino nel 1893,
in parte sequestrata e rimessa in vendita nel 1895). Da quest'opera è estratto un
capitolo molto diffuso a scopo di propaganda e tradotto in francese, inglese,
irlandese, tzeco, ecc.: Die Tragödie von Chicago. Zar Erinnerung an den 11 Nov.
1887,
Cincinnati, 1891. -- Cfr., per maggiori particolari: E. ZOCCOLI, I gruppi
anarchici degli Stati Uniti e l'opera di Max Stirner, Modena, Vincenzi, 1901,
p. 232, n. 25.
(2) Max Stirner's kleinere Schriften, herausgeg. J. H. MACKAY, Berlin Schuster
u. Löffler, 1898. -- Tra poco trascriverò le indicazioni bibliografiche dell'opera
principale dello Stirner. Intanto può interessare a qualcuno conoscere la giaci-
tura originale di questi scritti minori raccolti dal Mackay. Metto a profitto mie
ricerche già sfruttate altrove (I gruppi anarch., ecc., p. 233, n. 26): Recensenten
Stirner's: W i g a n d ' s V i e r t e l j a h r s c h r i f t , III Bd., Leipzig, 1845; Das un-
vahre Princip unserer Erziehung oder Humanismus und Realismus:
Beilage z u r