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ad un altro io cedo e desisto, mi arrendo, o in una parola mi ras-
segno. Poichè altro e che io cangi la mia condotta, perchè mi ac-
corgo che non mi permette di raggiungere il mio fine ; altro è che
io stesso mi arrenda.
Intorno a un masso che mi si oppone io sono costretto ad ag-
girarmi sino a tanto che mi sarò procurata la polvere per farlo sal-
tare; le leggi d'un popolo io procurerò d'eluderle sino a tanto
che io potrò distruggerle. Se io non posso afferrare la luna, è que-
sto un buon motivo perche essa debba essermi " sacra ", una
" Astarte "? Se io potessi afferrarti, t'afferrerei per bene, e se trovo
un mezzo di salire sino a te, tu non mi incuterai paura ! Oh incom-
prensibile, non sarai per me tale, se non sino a tanto che mi sarò
procurata la forza di comprenderti, di dirti cosa mia. Io non
rinunzio a possederti, beasi attendo a ciò il momento opportuno.
Se per ora mi rassegno a nulla tentare contro di te. cionondimeno
io non rinuncio a pensarvi.
Gli uomini forti han fatto sempre cosi. Se i " rassegnati "
avevano proclamato ed adorato qual loro signore un qualche po-
tere inespugnabile, pretendendo adorazione da tutti pel loro idolo
sopraggiungeva qualche figlio selvaggio della natura che non vo-
leva saper di arrendersi e cacciava dal suo olimpo l'idolo adorato.
Egli gridò al sole " arrestati " e fece si che la terra girasse : i
a rassegnati " dovettero lasciar fare; egli rivolse la scure contro
le quercie sacre, e i " rassegnati " stupirono che un sacro foco
non lo incenerisse; egli cacciò il papa dal soglio di Pietro, e i
" rassegnati " non glie lo poterono impedire: egli atterrò il " mal-
governo per grazia di Dio ", e i " rassegnati " strillarono, ma
poi finirono per tacere.
La mia libertà sarà perfetta solo quando sarà la mia forza ;
ma in virtù di questa io cesso d'esser un libero e divento un indi-
vidualista. Perchè la libertà dei popoli è una " vana parola "?
Perchè i popoli non hanno la forza; con un soffio del vivente " io "
io atterro popoli, sia pure il soffio d' un Nerone, d'un imperatore
cinese o d' un povero scrittorello. Perchè i Parlamenti invocano la
libertà e si lasciano menar pel naso dai ministri? Perchè essi non
hanno la forza dalla loro. La forza è una bella cosa ed è utile a
molte cose; poichè con una manciata di forza si va più lontano
che con un sacco di diritti. Voi anelate alla libertà? stolti! Pro-
curatevi la forza e la libertà verrà da sè! Guardate un po': quelli
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che hanno la forza stanno al disopra della legge! Che ne sembra
a voi, uomini della " legge "? voi siete senza gusto !
Da tutte le parti tuona il grido di " libertà ". Ma si comprende
poi che cosa significhi una libertà donata o imposta? Non si giunge
a comprendere, in tutto il pieno senso della parola, che la libertà,
m sostanza, e la liberazione di sè stessi, vale a dire, che io non
posso godere più libertà di quella che da me stesso mi procuro.
Che vantaggio hanno le pecore da ciò che nessuno loro impe-
disca di parlare? Esse si accontentano di belare. Concedete a ta-
luno, che è intimamente maomettano giudeo o cristiano, la licenza
di parlare a suo modo; egli non saprà dirvi che delle cose molto
limitate. Ma se altri vi tolgono la libertà, di parola, essi sanno
apprezzare molto bene il vantaggio che da ciò viene a loro, poichè
voi sareste forse in condizione di dire qualche cosa che recherebbe
lor danno o scemerebbe loro rinomanza.
Se ciò non di meno vi concedono la libertà, fate conto che
sono dei mariuoli che danno più di quello di che possono disporre.
Essi non vi danno cioè del proprio, bensì della mercé rubata, vi
danno la vostra stessa libertà, quella libertà che dovreste procu-
rarvi da voi stessi; ed essi ve la danno, unicamente affinchè voi
non ve la prendiate, chiamando per giunta i ladri e gli ingan-
natori a renderne conto.
Nella loro astuzia essi sanno molto bene che la libertà concessa
non è libertà, e che sol quella è libertà, che da sè stesso l'uomo
ottiene, cioè la libertà dell' " egoista ". La libertà donata abbassa
le vele non appena alla tempesta sottentra la bonaccia : ed ha
sempre bisogno d'esser gonfiata dolcemente e mediocremente.
Qui sta la differenza tra liberazione ed emancipazione. Co-
loro che oggidì " stanno all'opposizione " anelano e gridano alla
" emancipazione ". I principi devono proclamare " maturi " i loro
popoli cioè emanciparli. Ma se vi conducete da uomini maturi, voi
siete tali senza quella dichiarazione ; se la vostra condotta non è as-
sennata, non meritate d'essere liberi e non diverreste maturi nono-
stante mille dichiarazioni. I Greci, giunti alla maturità, espulsero
i loro tiranni, e il figlio, giunto alla maggior età, si rende indi-
pendente dal padre. Se coloro avessero pazientato sino a tanto
che i loro tiranni gli avessero proclamati maturi essi attendereb-
bero ancora. Un padre accorto caccerà da casa il figlio che non
vuole saper d'esser maggiorenne, e farà bene.